NASHVILLE: Il boss parla dello spostamento su CMT e dei cambiamenti della prossima stagione

“Sicuramente è stato un esperimento” ha detto a THR (The Hollywood Reporter) il co-showrunner Marshall Herskovitz a proposito del diverso tono che assumerà lo show “Non sapevo se avrebbe funzionato o meno”.

Quando Nashville tornerà con la quinta stagione (di giovedì), il country drama inizierà un nuovo capitolo, in monti sensi.

Oltre ad aver trovato una nuova casa su CMT, che ha collaborato con Hulu per salvare la serie a giugno, un mese dopo la cancellazione a sorpresa da parte di ABC, ci sarano due nuovi showrunner a decidere cosa succederà a Rayna, Deacon e – se sopravviverà – a Juliette. Gli scrittori e produttori esecutivi Marshall Herskovitz e Ed Zwick, conosciuti soprattutto per aver creato thirtysomething My So-Called Life, sostituiscono Dee Johnson.

Il country drama musicale segna la prima serie TV per il duo in otto anni, dopo Quarterlife (NBC, 2008), e uno dei primi progetti su cui il team, vincitore di Emmy, ha lavorato senza averlo creato loro stessi.

Prima dello sneak peek dellapremiere della quinta stagione, THR ha parlato con Herskovitz a proposito del “rallentare” le storyline, dell’uscita di scena di due series regular (“non sapevamo come sviluppare ulteriormente questi personaggi”) e del salto da quella che è stata per lungo tempo la sua casa, ABC, a CMT (“non voglio stare dove non sono voluto”).

Ho letto che tu non avevi mai visto lo show, cosa ti ha attirato verso Nashville?

Lo conoscevo, ma non l’avevo mai visto. Mi sono messo a guardarlo e ho notato due diversi approcci. Uno con cui mi sono relazionato molto intensamente, e uno che è qualcosa che si vede molto in TV e funziona bene, ma che io semplicemente non so fare. è un modo di raccontare le storie basato su ‘incidenti’, in cui ai personaggi accadono una serie di cose ad un ritmo molto veloce. Non ho nulla in contrario a tutto questo, ma non so come farlo, non è il mio approccio. Il mio approccio parte dai personaggi e dai loro dilemmi interiori. E quello che ho visto in Nashville era un’interessante tensione dinamica tra personaggi forti che hanno vite interiori molto marcate e questo modo di raccontare; ho pensato ci dovesse essere un modo per bilanciare il cuore pulsante dei personaggi e un rallentamento, un approfondimento, la possibilità di raccontare storie più intime e emozionanti. è stato sicuramente un esperimento. Non sapevo se avrebbe funzionato o meno, ma avevo la sensazione che avrebbe avuto successo, perchè sia i personaggi che il cast sono molto forti.

Come hai fatto a bilanciare un cambiamento di tono di questo genere con la necessità di mantenere lo show fedele a sè stesso per gli spettatori che hanno visto le precedenti stagioni?

Per prima cosa, non penso ce l’avrei fatta senza [la creatrice della serie] Callie Khouri. La decisione di Callie di rimanere è stata la chiave di tutto. Penso che all’inizio fossimo entrambi diffidenti l’uno dell’altra, poi entro la fine della prima settimana abbiamo realizzato che vedevamo le cose allo stesso modo. è stato un piacere lavorare con lei, ma penso che ciò che hanno fatto lei e Geoffrey Nauffts, uno degli scrittori-produttori che sono rimasti nello show, ci ha davvero aiutato a non contraddire le varie storylines e i personaggi che erano stati preparati precedentemente. Callie è davvero il cuore dello show, in molti modi, quindi se una storia funziona per lei, mi sentivo bene. Era molto propensa ad approfondire le storie e rallentare il ritmo dello show. E quando dico rallentare (ci tengo a precisare) intendo semplicemente non tentare di raccontare tutta una storia per intero. Per prima cosa, non tentare di raccontare 7 storie in un solo episodio, si presentano due o tre storie. Questo significa che se ad esempio decido di raccontare le storie di Scarlett e Gunnar, non posso parlare di loro in ogni episodio, perchè userò gli episodi per parlare delle storie degli altri personaggi. In questo modo, il ritmo a cui raccontiamo tutto l’arco di Scarlett e Gunnar rallenta. Non significa che gli episodi sembreranno lenti, semplicemente ci andrà più tempo per completare gli archi narrativi.

Ti sei anche ritrovato con un cast ridotto, dato che due personaggi regolari non torneranno a tempo pieno (Aubrey Peeples e Will Chase). Perchè hai pensato fosse importante ridurre il cast?

Non abbiamo ridotto il cast, perchè abbiamo aggiunto nuovi personaggi. Io sono un grande ammiratore di Aubrey Peeples e Will Chase, penso siano fantastici. I loro personaggi, a mio parere, erano arrivati alla fine del loro percorso. Non sapevo cos’altro raccontare su di loro. E abbiamo appena riportato Will Chase, e ci proveremo anche con Audrey Peeples, non sono spariti dalla faccia della terra. Ma in termini di personaggi regolari, non sapevamo cosa dire ancora su di loro e volevamo fare spazio per nuovi personaggi; abbiamo aggiunto due o tre personaggi nuovi. Quindi per molto versi abbiamo aumentato il cast, ma c’erano dei nomi che volevamo avere, volevamo voci diverse nello show, volevamo più diversità, volevamo esplorare certi aspetti delle diverse storylines. Ad esempio, volevamo che Maddie avesse un ragazzo, volevamo parlare della Highway 65 e questo ha significato creare un nuovo personaggio, Zach Wells. Inoltre abbiamo scoperto Rhiannon Giddens, che interpreta Hallie Jordon, un’incredibile cantante che è appena stata nominata per due Grammys. In pratica non aveva mai recitato prima, ma si è rivelata essere un talento naturale. Ha reso facilissima la transizione.

è vero, abbiamo allargato il cast, ma l’abbiamo fatto in modo tale che i personaggi fossero in relazione gli uni con gli altri, così quando si racconta la storia di Juliette si possono coinvolgere Hallie, o quando si parla di Maddie si può inserire il suo nuovo ragazzo. Abbiamo integrato i personaggi tra loro, in modo da poter raccontare le loro storie tutte insieme.

Parlando dello show, qual è stata la sfida più grande in quanto nuovo co-showrunner?

Penso si riduca a due aree: le personalità e la storia. Per quanto riguarda la personalità, ero consapevole che questo è un gruppo di persone che hanno lavorato insieme per 4 anni e sono una famiglia. E, come tutte le famiglie, sono sia funzionali che disfunzionali, e ho dovuto essere rispettoso di cioè che funzionava e di chi faceva sempre un ottimo lavoro. Per me era molto importante ascoltare, osservare, cercare di capire le dinamiche e non rovinare quello che funzionava. Era molto importante per me far sapere a tutti, chiaramente, che io ero lì per aiutare, non per rendere le cose più difficili. Questo ha richiesto un po’ di tempo. Ho dovuto andare a Nashville per conoscere le persone e comprendere davvero come funzionassero il set, gli attori, e come loro percepivano i loro personaggi. Ero lì per far sì che fosse una bella esperienza per loro e una volta che il messaggio era passato, penso loro abbiano iniziato a fidarsi di me e allora è diventato tutto molto più facile.

C’è poi la storia, cioè cercare di capire cosa è stato fatto, cosa restava da fare, dove inserire il vero dramma e come raccontarlo. Anche questa è stata una bella sfida. Abbiamo dovuto imparare tutti gli episodi, familiarizzare con tutte le storylines, e ce ne sono davvero tante. A volte bisogna prendere delle decisioni: ignorare certe storylines presenti in precedenza o continuarle? è stato uno sforzo di gruppo e una parte importante del merito va al mio meraviglioso staff. Sono quasi tutte persone con cui avevo lavorato in passato e che hanno avuto voglia di intraprendere quest avventura con Ed e me, e questo aspetto è stato molto divertente.

Sei arrivato nello show proprio nel momento in cui c’è stato lo spostamento su CMT. Avevi dei dubbi sullo spostamento? Com’è stato lavorare con CMT finora?

Bè, innanzitutto lavorare con CMT è stato fantastico. A dire il vero preferisco lavorare con CMT, non intendo screditare ABC, abbiamo avuto un lungo rapporto con ABC, ma bè, lei lo ha cancellato. (Ride) Eravamo nello show prima dello spostamento, c’eravamo quando l’hanno cancellato. Non ne sono stato molto felice. (Ride) Non credevano più nello show, e io non voglio stare dove non sono voluto. I nostri sono rimasti gli stessi e credo che ABC sarebbe stata d’accordo con quello che volevamo fare, se solo avesse creduto nello show. Non eravamo più nei loro piani, pace. Preferisco stare dove sono voluto. CMT è stata una partner incredibile.

Innanzitutto, Ed e io abbiamo iniziato in un momento della storia della televisione in cui agli showrunners era permesso di condurre davvero il loro show. Non avevamo interferenze da parte del network. Non abbiamo mai avuto commenti da parte di ABC per thirtysomething, abbiamo semplicemente lavorato per conto nostro. E non c’è mai stato un tentativo di controllo come accade oggi, dove ci sono riunioni sul design di produzione, sulla cinematografia, sulla musica. Non si faceva così quando abbiamo iniziato, e quando siamo arrivati abbiamo messo in chiaro che l’unico modo in cui avremmo lavorato era quello a cui eravamo abituati. E CMT è stata incredibile al riguardo. Si sono fidati e ci hanno lasciato fare quello che sappiamo fare meglio, sono stati molto d’aiuto. Penso che la promozione sia stata incredibile. Sono moto dediti allo show, è una collaborazione fantastica. Penso spesso che nei momenti della vita in cui accade qualcosa di deludente si crea un’opportunità, e credo sia quello che è accaduto qui.

CMT manderà in onda uno sneak peek della prima ora della premiere di due ore della quinta stagione di Nashville giovedì alle 21. La premiere di 2 ore andrà in onda il 5 gennaio alle 21. FONTE

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